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Due progetti anti crisi nel disegno rotariano di Giampietro Rampini, neo presidente da qualche settimana

 

Due progetti anti crisi nel disegno rotariano di Giampietro Rampini, neo presidente da qualche settimana. In primis rendere l’artigianato (Rampini è anche presidente di Confartigianato ndr) uno sbocco reale per i giovani, attraverso l’organizzazione di una borsa di studio che consenta ai ragazzi meritevoli di costruirsi il proprio futuro in un’azienda. “Vorrei una scuola che funga da acchiappa talenti. Noi italiani e perché no, noi eugubini possiamo essere dei punti di riferimento nell’ambito della cultura, della costruzione delle case e appunto della ceramica – ha spiegato il presidente del Rotary – per questo vorrei promuovere un progetto che durante l’anno possa permettere agli studenti di realizzare un’opera d’artigianato. I più bravi vinceranno una borsa di studio che consista in un’esperienza retribuita per il prossimo anno in un’azienda. E’ un’idea credo valida per creare dei talenti”. E l’altro progetto? “Quello di promuovere dei corsi d’inglese, bisogna saper proporre le nostre cose, le nostre eccellenze al mondo – ha sottolineato Rampini – è necessario intraprendere delle esperienze all’estero, anche semplici viaggi, e diffondere le bellezze e le capacità di Gubbio fuori dalle nostre mura. Questo ritengo sia un buon modo per crescere”. Insomma, il nuovo corso Rotary punta a valorizzare l’artigianato, “la bottega”, rendendola popolare per le giovani generazioni: “Serve gente motivata a dare il meglio, in modo che alle belle parole e ai buoni propositi seguano le azioni – ha affermato Rampini – mettere in pratica progetti comunque compatibili alla nostra realtà, in modo da aiutare i ragazzi a emergere dalla palude della crisi. Non dobbiamo essere noi i trascinatori, ma dobbiamo essere dei bravi ‘bracceri’, come nel Cero. Una figura che conquista difficilmente il ruolo da primadonna, ma che è fondamentale. E’ una di quelle cose che mi ha lasciato mio figlio Francesco”. Infine sul Rotary in generale dice: “Queste associazioni dall’opinione pubblica vengono considerate spesso dei gruppi di buontemponi che si riuniscono per mangiare. Ecco, credo che questa sia una visione limitata; spero che la mia gestione possa essere ricordata per altre azioni, per gente che si incontra per scambiarsi idee o intraprendere iniziative concrete per la città”.

 Roberto Minelli