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GENNAIO: MESE DEDICATO ALL’AZIONE PROFESSIONALE

Carissime amiche, carissimi amici,

innanzitutto auguro a voi tutti e alle vostre famiglie un 2016 ricco di pace, serenità, speranza e salute.

Il 2015 è finito e siamo ormai al giro di boa dell’anno rotariano ed è arrivato il momento di valutare gli obiettivi che ci eravamo prestabiliti e i progressi ottenuti. Siamo sulla buona strada per realizzare quanto ci siamo prefissati? Ricordiamo sempre che gli obiettivi devono essere elevati, ma anche realistici: essi infatti per essere validi devono essere a portata di mano anche se al tempo stesso necessitano ugualmente di notevole sforzo affinché possano essere raggiunti.

Durante le mie visite ufficiali ai Club ho potuto constatare quanto alcuni di voi si siano prodigati per realizzare progetti impegnativi e ne sono rimasto veramente soddisfatto. Sarebbe bello, però, se tutti i soci partecipassero con la stessa passione e lo stesso entusiasmo alla vita del Club. Noi tutti sappiamo bene quanto si può fare per gli altri e il più bel dono che un rotariano può offrire è quello di mettere a disposizione del prossimo il proprio sapere e le proprie competenze professionali.

Gennaio, per l’appunto, è il mese dedicato all’azione professionale: essa riassorbe e centralizza il ruolo e il servizio del Rotary che opera grazie a quella struttura variegata dei propri soci fondata sulla diversità, che proprio P.H. volle quando fondò il Rotary, in una Chicago nella quale imperava il Calvinismo fondamentalista – secondo il quale più si guadagnava più si conquistava la grazia divina – e si facevano affari senza nessun freno di natura etica. P.H., però, il 23 febbraio del 1905 insieme ad altri tre amici, che svolgevano attività diverse e che non avevano contatti in città perché provenienti da zone rurali, decisero di gettare le basi per un Club diverso anche se dedicato alla promozione di un interesse comune. C’era, infatti, una grande differenza rispetto alle altre associazioni che vigevano in città: per ogni professione sarebbe stato invitato ad aderire un solo membro la cui integrità morale doveva essere garantita dagli altri soci e quindi un club basato su un progetto di mutua cooperazione e informale amicizia, ma soprattutto integrità morale che doveva essere alla base dei comportamenti di ogni socio.

Integrità morale e diversità nelle professioni sono state e sono ancora i principi alla base dell’azione professionale del Rotary. E’ giusto che ogni rotariano persegua il successo nella professione, ma allo stesso tempo deve mettere a disposizione degli altri la propria esperienza, la propria professionalità e le proprie doti di correttezza e rigore morale.

Tutto ciò su cui abbiamo riflettuto e ci siamo confrontati durante le mie visite ai Club, come l’effettivo, la leadership, la Rotary Foundation, le classifiche, i progetti, il servizio, è supportato dalla capacità di azione dei soci rotariani che agiscono grazie alle proprie competenze professionali, ma non dobbiamo dimenticare che, solo quando alle competenze professionali si aggiungono la passione, l’etica e l’integrità, l’azione rotariana diventa dono per l’umanità.

Ogni rotariano, allora, anche il più distratto, deve mettere al centro della sua appartenenza al Club l’impegno a donare il suo tempo e la sua professionalità agli altri. Nessuno deve essere spettatore, ma è fondamentale agire ed esprimere con i fatti il concetto dell’appartenenza sempre, però, rispettando il codice deontologico rotariano, un tempo noto come la “Dichiarazione degli Operatori Economici e dei Professionisti Rotariani”.

Attraverso il nostro comportamento etico e le nostre professioni sappiamo di poter dare sostegno a tutte quelle persone, in particolare ai giovani, che hanno bisogno di essere supportate per riuscire nelle loro attività, magari imprenditoriali, come stiamo cercando di fare con i progetti “Master & Job” e “Virgilio”.

Le nostre professioni rappresentano, quindi, l’essenza della nostra azione rotariana e dobbiamo metterle a disposizione del prossimo per migliorare soprattutto le condizioni di vita dell’umanità; solo facendo questo, e donandoci agli altri, sicuramente potremo essere orgogliosi di quanto bene abbiamo fatto grazie al Rotary. Fare del bene agli altri, ricordiamoci, fa bene a se stessi, facendoci sentire dono per il mondo.

Cari amici, dunque, non esitate a vivere la vostra vita rotariana nel segno dell’entusiasmo e della motivazione, perchè non abbia a verificarsi che allorquando, desidererete raccogliere le vostre esperienze di vita nel capitolo dedicato al Rotary ci sia il vuoto. Se ci saranno state, invece, tante storie che vi abbiano visto come protagonisti, allora sarete pervasi da una felicità interiore che vi gratificherà immensamente.

Vi saluto tutti con un abbraccio affettuoso.

DG D2090 A.R. 2015-2016
Sergio Basti