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“Care amiche, cari amici rotariani, graditissimi ospiti.

Un nuovo anno rotariano si è appena aperto, come è consuetudine ormai da più di cento anni.

Il nostro fondatore, Paul Harris, certamente mai si sarebbe sognato di quanto vincente potesse essere stata la sua felice intuizione di chiamare professionisti a mettersi in gioco, a rotazione, per far conoscere le proprie attività a tutti gli altri e a mettere a disposizione le personali conoscenze a servizio della comunità.

Noi tutti, nel nostro club, abbiamo messo in atto le direttive di Paul Harris, più o meno. La lunga storia del Club di GUBBIO, ha visto avvicendarsi, nei passati 57 anni, personaggi di grande caratura umana e professionale, uno sconfinato spessore rotariano.

Nel secolo scorso, quando nel lontano ‘95 ho avuto l’onore di guidare il nostro club, non avrei mai immaginato di avere questo privilegio per una seconda volta. Tornare alla guida del proprio club, dopo 25 anni, non solo fa pensare a quanto, di diritto, possa essere entrato nel sodalizio delle cariatidi, ma rinnova quel sentimento di appartenenza che rende tutti noi orgogliosi di essere rotariani.

Siamo reduci da un periodo nefasto, irto d’imprevedibili difficoltà, d’inaspettati drammi, che hanno coinvolto e sconvolto praticamente tutto il nostro territorio nazionale. Anche in questa situazione, i Rotary club hanno saputo reagire con prontezza ed efficacia, affrontando questa nuova condizione pandemica del Covid-19 e adottando quelle misure e iniziative che tanto sollievo hanno apportato alle nostre collettività. Gioacchino Minelli – Discorso programmatico – passaggio delle consegne 20200710

La pandemia ha trovato il nostro club in una situazione non particolarmente felice. Il nostro effettivo ha registrato una perdita di soci, segno manifesto di scarso affiatamento. Gli stessi sintomi si sono registrati anche in altri club del nostro distretto. Questa situazione ha risvegliato in tutti noi, affezionati al Rotary, la necessità di meditare su quanto accaduto, di ricercare le cause e fare del nostro meglio per rimuoverle e lasciare posto a un ritrovato spirito rotariano.

Il mio impegno non si limiterà quindi alla normale gestione del club, ma si spingerà verso nuove soluzioni, magari rompendo qualche schema ormai obsoleto, insomma, come dice Paul Harris, non avrò paura di essere rivoluzionario, di tanto in tanto.”

 

 

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